Minadeo (Confintesa Sanità Lazio): sanità: ancora sangue al Pertini. “E’ un bollettino di guerra, la politica esca dai palazzi e protegga chi cura”.
La Segreteria Regionale di Confintesa Sanità esprime profonda indignazione e ferma condanna per l’ennesimo episodio di violenza consumatosi la scorsa notte ai danni di un infermiere del Pronto Soccorso dell’Ospedale Sandro Pertini di Roma, colpito vilmente con un pugno mentre svolgeva il proprio turno di servizio.
Questo gravissimo episodio non è purtroppo un caso isolato, ma l’ultimo anello di una catena di aggressioni che sta martoriando la Capitale. Solo pochi giorni fa, la stessa sorte è toccata a un medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale Vannini, a testimonianza di un clima di insicurezza ormai strutturale e insostenibile.
“Non possiamo più parlare di ‘casi isolati’“, dichiara la Segreteria Regionale di Confintesa Sanità. “Siamo di fronte a un vero e proprio bollettino di guerra. Gli ospedali romani sono diventati frontiere scoperte dove il personale sanitario, già stremato da turni massacranti e carenze d’organico, funge da parafulmine per il disagio sociale e le inefficienze del sistema. Dal Vannini al Pertini, il passo è breve: cambia la struttura, ma la violenza resta la stessa.”
Confintesa Sanità non accetta più “solidarietà di facciata” e chiede un cambio di passo immediato alla Regione Lazio e al Ministero della Salute:
* Presidi fissi di Polizia: Il ripristino e il potenziamento dei posti di polizia h24 in tutti i Pronto Soccorso di frontiera.
* Attività Preventiva Strategica: Non basta punire a cose fatte; serve una seria analisi del rischio e l’implementazione di sistemi di sicurezza attiva (telecamere, personale di vigilanza formato, protocolli di emergenza).
* Inasprimento delle Pene e Procedibilità d’Ufficio: Una spinta politica affinché l’aggressione a un operatore sanitario sia sempre perseguita con la massima severità, senza che l’onere della denuncia ricada sulla vittima.
* Campagne di Sensibilizzazione: Un intervento culturale promosso dalle istituzioni per ricostruire il patto di fiducia tra cittadino e operatore sanitario.
“La politica deve uscire dai palazzi e venire a vedere cosa succede nelle corsie di notte”, conclude la Segreteria. “Se non verranno presi provvedimenti preventivi immediati, saremo pronti a proclamare lo stato di agitazione di tutto il personale. La tutela dell’integrità fisica di chi lavora è un prerequisito non negoziabile per garantire il diritto alla salute dei cittadini.”
Comunicato Stampa
Roma, 22/01/2026
