Minadeo/Di Blasio (Confintesa Sanità Lazio – Roma): Piano Anti-Attesa Lazio: Ottimo per la Cittadinanza, ma Inapplicabile senza Assunzioni. Confintesa Sanità: “I Lavoratori Non Sono Spremiagrumi”.

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Il nuovo regolamento regionale impone tempi stringenti e doveri tassativi a Pronto Soccorso e reparti. Il Sindacato alza la voce: “Bene la tutela dell’utenza, ma scaricare l’efficienza sulle spalle del personale stremato è inaccettabile. Servono risorse e assunzioni, non solo prescrizioni.”

La Regione Lazio ha varato il nuovo Piano per la Gestione del Flusso di Ricovero che sostituisce la disciplina del 2022, imponendo alle Aziende Sanitarie di recepirne le direttive entro la metà di novembre. Il piano fissa obiettivi rigorosi: presa in carico al triage entro 30 minuti, limite massimo di 12 ore per il trasferimento in reparto dei pazienti da ricoverare, stop al blocco delle ambulanze 118, dotazione propria di barelle negli ospedali (almeno 7 ogni 10 pazienti negli orari di punta) e coinvolgimento della sanità privata accreditata (con l’obbligo di assorbire almeno il 95% della propria disponibilità anche nei giorni festivi e prefestivi).

Come organizzazione sindacale, Confintesa Sanità Roma e Lazio accoglie con favore e applaude l’intento di restituire dignità ai cittadini. Azzerare le snervanti attese in barella lungo i corridoi e garantire un accesso tempestivo alle cure è un principio di civiltà fondamentale.

Tuttavia, Confintesa è un sindacato e non un’associazione di consumatori. Il nostro compito non è misurare il gradimento dell’utenza, ma tutelare i diritti, la sicurezza, la salute e le condizioni lavorative dei professionisti della sanità. E sotto questo profilo, il piano regionale presenta criticità enormi e inaccettabili.

Un “Libro dei Sogni” a Costo Zero: il limite strutturale del provvedimento risiede in una palese contraddizione: il piano impone obblighi e scadenze tassative senza prevedere un solo euro di investimento per assunzioni straordinarie di personale. Si pretende di risolvere un’emergenza da 1,82 milioni di accessi annuali nei PS laziali e con un tasso di occupazione dei posti letto sopra il 79% unicamente aumentando la pressione operativa e burocratica sui lavoratori.

Ridurre a 30 minuti il triage e a 45 minuti la visita per i codici arancioni senza rinforzare le piante organiche significa sottoporre medici e infermieri a un rischio burnout devastante, con inevitabile aumento del rischio clinico.

Imporre il trasferimento in reparto entro 12 ore e “coinvolgere” il personale del reparto di destinazione se il tempo slitta significa solo spostare il problema della saturazione dai Pronto Soccorso alle corsie di Medicina Generale, Geriatria, Pneumologia e Gastroenterologia. Reparti già con degenze medie di 7,4 giorni e privi di posti letto si troveranno a gestire pazienti in sovrannumero senza un adeguamento degli organici.

La creazione di centrali operative h24 per il monitoraggio dei posti letto rischia di tradursi nell’ennesimo organo burocratico che “sposta le pedine sulla carta”, imponendo carichi di lavoro aggiuntivi e riassegnazioni forzate senza aggiungere un solo operatore al letto del paziente.

Obbligare l’ospedale a fornire la propria barella al 118 sposta l’onere logistico e di sanificazione sul personale interno, già gravemente carente di figure di supporto (OSS e ausiliari).

Alessio Minadeo – Segretario Regionale Confintesa Sanità Lazio:

Applaudiamo alle intenzioni di dare ai cittadini una sanità migliore e senza attese infinite, ma rifiutiamo categoricamente che il prezzo di questa riorganizzazione venga pagato dalla pelle dei lavoratori. La Regione Lazio ha stilato una lista di precetti e scadenze inderogabili, dimenticando però la variabile fondamentale: il personale. Non si possono azzerare i tempi d’attesa a invariato numero di infermieri, medici e OSS. Pretendere di trasferire i pazienti in reparto entro 12 ore quando i posti letto non ci sono e i reparti scoppiano significa solo spostare il caos dai corridoi del Pronto Soccorso alle corsie di degenza. Come Confintesa Sanità non permetteremo che i dipendenti pubblici vengano usati come capro espiatorio di disfunzioni strutturali della programmazione regionale.”

Sandra Di Blasio – Segretaria Provinciale Confintesa Sanità Roma:

Chiediamo da subito un tavolo di confronto urgente con la Regione e le Aziende Sanitarie di Roma e del Lazio. I lavoratori degli Ospedali e delle ASL sono allo stremo, schiacciati da turni estenuanti e dal rischio costante di aggressioni dovuto alle carenze del sistema. Il nuovo piano introduce il Team Operativo Ospedaliero h24 e la chiamata dei reparti di destinazione dopo le 12 ore: bellissime parole, ma nei fatti si traduce in un ulteriore sovraccarico di responsabilità per chi è già impegnato nell’assistenza diretta. Noi tuteliamo i lavoratori sanitari e diciamo chiaramente: senza un piano straordinario di assunzioni e coperture finanziarie adeguate, questo regolamento rischia di trasformarsi in una trappola per i professionisti della salute.”

Confintesa Sanità Roma e Lazio chiede l’immediata apertura di un tavolo di monitoraggio regionale con le Parti Sociali per:

  1. Sbloccare un piano straordinario di assunzioni di medici, infermieri e OSS sia per la rete d’emergenza che per i reparti di degenza ordinaria.
  2. Definire carichi massimi di lavoro sostenibili e tutelare la sicurezza nei luoghi di lavoro.
  3. Verificare il reale apporto della sanità privata accreditata per evitare che la gestione dei flussi rimanga un peso sbilanciato sulle strutture pubbliche.

In mancanza di risposte concrete e di garanzie occupazionali, Confintesa Sanità promuoverà tutte le azioni di protesta e tutela sindacale necessarie.

Comunicato Stampa

Roma, 24/08/2026


 

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