Di Blasio (Confintesa Sanità Roma): Castelli Romani, Follia al NOC: Aggressore seriale colpisce due volte in 24 ore. Confintesa Sanità: “Regione immobile e leggi inefficaci. Chi tutela i lavoratori?”
Roma – Un fine settimana di ordinaria follia e violenza presso l’Ospedale dei Castelli (NOC) mette a nudo il fallimento totale delle politiche di sicurezza sanitaria nel Lazio. Un giovane di 28 anni, residente ad Albano Laziale, è stato protagonista di una sequenza di aggressioni inaudita: dopo aver scagliato una lettiga contro il personale sanitario e i Carabinieri nella giornata del 23 marzo, è tornato in libertà e, a distanza di sole 24 ore, ha colpito ancora, aggredendo selvaggiamente una guardia giurata nello stesso presidio.
Sulla gravità degli eventi interviene con estrema fermezza Sandra Di Blasio, Segretaria Provinciale di Roma di Confintesa Sanità:
“Siamo davanti a un paradosso istituzionale che lascia sgomenti. Com’è possibile che un individuo, dopo aver trasformato un reparto in un campo di battaglia e aver aggredito persino le Forze dell’Ordine, sia stato lasciato libero di tornare sul luogo del delitto il giorno dopo? La legge prevede l’arresto in flagranza per chi aggredisce il personale sanitario, ma i fatti dimostrano che la politica repressiva da sola non basta se mancano il coordinamento e la vigilanza reale. Il personale è stanco di essere il bersaglio di un sistema che non sa né prevenire né punire.”
Confintesa Sanità punta il dito contro la Giunta Regionale, rea di aver abbandonato i presidi ospedalieri della provincia a un destino di degrado e insicurezza. Secondo il sindacato, l’assenza di investimenti strutturali sulla prevenzione sta trasformando i Pronto Soccorso in zone franche.
“L’immobilismo della Regione Lazio è complice di questa escalation,” attacca Di Blasio. “Non bastano i proclami sull’inasprimento delle pene se poi gli aggressori restano a piede libero e possono reiterare il reato nel giro di poche ore. Chiediamo da tempo il ripristino di posti di polizia fissi e h24, non semplici passaggi di pattuglia. La sicurezza non può essere un optional o un costo da tagliare: è la condizione minima per permettere a medici, infermieri e guardie giurate di svolgere il proprio lavoro senza rischiare la vita.”
Il sindacato ribadisce la necessità di un piano straordinario che vada oltre la mera repressione post-evento:
* Presidi di Polizia permanenti in tutti i Dea di I e II livello per garantire l’arresto immediato e la custodia dei soggetti violenti.
* Protocolli di comunicazione d’urgenza tra le strutture sanitarie e le autorità giudiziarie per evitare che soggetti socialmente pericolosi vengano rilasciati senza misure cautelari adeguate.
* Potenziamento del personale per disinnescare le tensioni legate alle attese e migliorare la gestione dei pazienti critici.
“Non aspetteremo che accada l’irreparabile,” conclude la Segretaria Provinciale. “Se la Regione Lazio non darà segnali concreti di inversione di rotta sulla prevenzione, Confintesa Sanità metterà in atto ogni forma di protesta necessaria a tutelare l’integrità dei lavoratori dei Castelli e di tutta la provincia di Roma“.
Comunicato stampa
Roma, 26/03/2026
