Minadeo (Confintesa Sanità): Sanità Lazio, “infermieri al collasso, stipendi da fame e fuga all’estero. la regione smetta di ignorare il cuore del sistema”.
“La sanità laziale e italiana sta scivolando verso un punto di non ritorno. Se non invertiamo la rotta ora, tra meno di dieci anni non avremo più nessuno accanto al letto del paziente”. È l’allarme lanciato da Alessio Minadeo, Vicesegretario Nazionale di Confintesa Sanità, commentando i drammatici dati sulla carenza di personale infermieristico.
Secondo le ultime stime della Corte dei Conti e i monitoraggi sindacali, l’Italia sconta una carenza di decine di migliaia di infermieri, ma il dato reale per allinearci all’Europa parla di 175.000 professionisti mancanti.
Nel Lazio, la situazione è resa esplosiva da una gestione che Confintesa definisce “miope e discriminatoria“.
“Mentre la Regione Lazio annuncia assunzioni record, nei nostri ospedali si continua a lavorare con turni massacranti, sotto la costante minaccia di aggressioni e con uno stress psicofisico che porta al burnout la metà della forza lavoro – prosegue Minadeo – È inaccettabile che, a fronte di un impegno sovrumano, gli stipendi italiani restino inferiori del 20% rispetto alla media europea. Un nostro infermiere guadagna in media 7.000 euro annui lordi in meno rispetto ai colleghi UE: è questa la vera spinta verso l’estero”.
Confintesa Sanità denuncia con forza tre criticità specifiche del territorio laziale:
- La discriminazione economica: Lo stanziamento di fondi regionali (come i 9 milioni per i medici di PS) che esclude sistematicamente gli infermieri, considerati “figli di un dio minore” nonostante siano il pilastro dell’emergenza.
- Il paradosso delle graduatorie: Migliaia di idonei (come nella ASL Roma 2) restano fermi al palo mentre le aziende ricorrono a costosi “gettonisti” o agenzie interinali.
- La toppa degli infermieri stranieri: Il ricorso a professionisti reclutati con deroghe formative fino al 2029 è una misura emergenziale che non può diventare strutturale senza garanzie su competenze e lingua.
“Chiediamo alla Regione Lazio e al Ministero – conclude il Vicesegretario di Confintesa Sanità – una valorizzazione economica immediata, l’istituzione di elenchi speciali che certifichino le competenze di chi viene dall’estero e, soprattutto, un piano di rientro dei cervelli. Dobbiamo rendere di nuovo attrattiva questa professione, partendo dalla dignità salariale e dalla stabilità contrattuale. Senza infermieri, la sanità pubblica non esiste, restano solo le mura degli ospedali”.
Comunicato Stampa
Roma, 19/01/2026
