Minadeo – Confintesa Sanità scrive all’AOU Sant’Andrea. “accordo transattivo sulle indennità delle ferie per evitare una valanga di cause e spese legali inutili”.

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La richiesta del sindacato punta a una proposta unilaterale dell’azienda per sanare il pregresso dei lavoratori del comparto, già in gran parte pronti al contenzioso dopo le diffide.

Una proposta di buon senso per tutelare i diritti dei lavoratori e, al contempo, salvaguardare le casse pubbliche da un’imminente e costosa ondata di ricorsi giudiziari. Questa la scialuppa di salvataggio lanciata da Confintesa Sanità alla Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma.

Al centro della questione c’è il mancato inserimento delle indennità accessorie (turni, rischi, pronta disponibilità) nel calcolo della retribuzione durante i giorni di ferie del personale del comparto. Una violazione ormai sancita da una giurisprudenza consolidata, sia europea che della Corte di Cassazione, che riconosce il diritto dei dipendenti a non subire penalizzazioni economiche quando esercitano il diritto al riposo.

Considerato che la stragrande maggioranza del personale ha già provveduto a notificare i formali atti di messa in mora e diffida, il sindacato ha inviato una nota formale ai vertici del Sant’Andrea per chiedere l’attivazione immediata di una procedura finalizzata a una proposta unilaterale di accordo transattivo. L’obiettivo è sanare il pregresso in via stragiudiziale, mettendo d’accordo azienda e lavoratori prima che la situazione precipiti nelle aule del Tribunale del Lavoro.

Sulla vicenda interviene direttamente Alessio Minadeo, Segretario Regionale di Confintesa Sanità Lazio, che dichiara:

Siamo davanti a una scelta obbligata di responsabilità amministrativa. Proseguire sulla strada del diniego significa andare incontro a un contenzioso seriale di proporzioni enormi che ingolferà gli uffici e, soprattutto, costerà carissimo in termini di spese legali sia all’Azienda che ai lavoratori. La giurisprudenza parla chiaro e i lavoratori hanno già interrotto la prescrizione con le diffide: le cause sarebbero perse in partenza.

Con una proposta transattiva unilaterale, l’AOU Sant’Andrea ha la possibilità concreta di generare un forte risparmio di denaro pubblico, evitando di disperdere risorse in balzelli, contributi unificati e onorari di difesa. Al tempo stesso, i dipendenti vedrebbero riconosciuto il proprio diritto in tempi rapidi, senza dover affrontare i costi e le lungaggini di un giudizio. Chiediamo alla Direzione di attivare subito un tavolo tecnico: la pace sociale e la corretta gestione delle risorse del servizio sanitario regionale passano anche da queste decisioni di buon senso“.

Confintesa Sanità auspica un celere riscontro da parte della Direzione Generale dell’AOU Sant’Andrea, fiduciosa che i vertici aziendali vorranno cogliere questa opportunità per risolvere una vertenza potenziale in modo virtuoso, economico e definitivo.

Comunicato Stampa

Roma, 25/05/2026


 

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